Viola ha vent'anni, jeans lunghi che le nascondono le gambe, capelli neri, pelle bianchissima, maglioni troppo grandi. Scarpe da tennis che raccontano di prati, di case di studenti, di pomeriggi infiniti tra chiacchiere, libri, sigarette, una festa da qualche parte.
Viola parla poco, ma sa ascoltare. Luca ha quarant'anni, ha avuto quaranta amori, ha quattromilioni di libri in una casa di quaranta metri quadri, ha quattro sogni che non dice a nessuno. Luca ha quarant'anni e ha sempre creduto di averne venti, Luca parla quattro lingue e non si sa spiegare.
Questo non è un libro sul brigantaggio. È la piccola storia di un luogo: una trattoria. Simile a tante, e tuttavia unica al mondo. È la storia di un luogo dal quale guardare il mondo. È un diario intimo della città di Firenze.
Questo libro accoglie la storia di Lido e Lionello Briganti che per cinquant'anni hanno lavorato giorno dopo giorno, tra gli stessi tavoli tra gente sempre diversa e sempre uguale. Accoglie la confessione di Carlo Monni, uno dei tanti sedotti e mai abbandonati dalle grazie semplici e luminose dello spaghettino al pomodoro crudo.
Questa è la storia di un posto onesto in cui non ti senti mai ingannato. È onesto il modo che i fratelli Briganti hanno di guardarti, di parlarti, di servire in tavola. Come se la prima regola della vita fosse: non fingere mai.
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Libera è definitivamente, sontuosamente bella. Libera sa fare impazzire chi vuole. Libera è padrona dell'aria che respira, Libera se ne va dove vuole, in ogni momento. Luca si innamora di lei, della sua casa magica, di un senso della vita che gli sembra di non aver mai provato prima. Perché forse questo è l'amore.
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Che ci fanno insieme un clown, un mercante di pelli e quattro fratelli che riparano biciclette? Sembrerebbe l’inizio di una barzelletta, ma non è così. La risposta è: il cinema.
Vi siete mai chiesti cosa l’uomo è stato disposto a fare, quanto lontano si è spinto, per catturare il movimento, per fermare il tempo, per ricrearlo nella sua fluidità ? Quanti sforzi, quante scoperte fantastiche per arrivare al cinema? O ancora quale segreto nascondeva Vittorio De Sica sul set di uno dei suoi film? O come la notte di Halloween del 1938 milioni di americani pensarono di essere stati attaccati dai marziani?
Ecco, in questo piccolo manuale troverete le risposte. Un viaggio dentro il cinema raccontato, non spiegato; e rimarrete sorpresi di quanto sarà stato semplice carpire l’essenza, il respiro del cinema.
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I film ci regalano milioni di parole. Alcune inutili; altre straordinarie. Che sembrano scritte apposta per noi. Per quello che siamo, che siamo stati, che vorremmo essere.
Le frasi di un film si scolpiscono nella nostra anima. E le parole che gli attori dicono nei film, le dicono per noi. Sono moneta del cuore, da tenere nel portafogli dei giorni, e da spendere al momento giusto. Quando dobbiamo dare un nome a un sentimento.
Le parole dei film sono pezzi di specchio. In cui vediamo noi stessi, e in cui vediamo, riflesso, anche il mondo. A volte basta solo una frase e ti appare un mondo. Migliaia di frasi da film di tutti i tempi, e di tutti i generi. Da Viale del tramonto a Notting Hill, da Casablanca a Pulp Fiction.
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Come nasce un film? Da cosa si comincia quando si vuole inventare una storia per il cinema? Quali regole seguire? Siamo tutti abituati a vedere i film al cinema, ad emozionarci.
A vivere quelle storie come se, da qualche parte, fossero veramente accadute. Ma il luogo nel quale sono accadute è la mente dello sceneggiatore. Ed è lì dentro che ci porta, in un viaggio di quattrocento pagine, Giovanni Bogani.
Insieme all'autore, firmano il libro i suoi collaboratori Lorenzo Paviano, Andrea Rapallini e Gaia Kim Bartolini.
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Un libro su un film che è anche racconto su quel film. Sono le tracce che il film - "Dans la ville blanche" di Alain Tanner - ha lasciato nella mia mente, contaminate dalle tracce di altri viaggi, fantasie, epifanie.
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Scrittori, artisti, miti del cinema confessano lo stesso amore. Il libro. Da Proust a Hemingway, da Calvino a Borges, da Nabokov a Eco, fino a Marx Groucho...
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Nove racconti. Nove vite invisibili, cuori bloccati nel traffico, anime in selvaggia parata nel caos dei giorni. Lia serve birra a Berlino. Astrid scrive al tavolino di quel caffè. Amélie suona il violino nelle strade di una città di pietra. Cori ha amato tanto, troppo, tutti tranne se stessa.
Ma le carezze curano ogni male. Anche la condanna di essere invisibile, la dannazione di essere seminati nel mondo senza ragione, senza saperne il motivo.
Ci si incontra per caso, per caso ci si riconosce, ci si ama anche solo per un attimo. Si cerca l'oceano, o forse quella parte di sé che era finita lontano.
Lavinia la cerca dove l'Atlantico si spezza contro le rocce di Francia. Si cerca la vita, dovunque si trovi.
l mestiere del giornalista cinematografico. Come si fa? Da dove si comincia a scrivere la recensione di un film? Come si fa un'intervista a un attore, un regista, un'attrice?
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